Week End SPELEO 2015

Trou du Diable 11 e 12/07/2015

Salire al rifugio a quasi 3.000 m per poi ritrovarsi il giorno dopo in grotta è un'esperienza a dir poco insolita. Riunirsi poi, il sabato sera, a chiacchierare, tra amici che ti accendono il lume dell’esplorazione, è cosa ancor più rara. Ormai da qualche anno con Adriano, Alex, Matteino e altri amanti del buio assoluto(Claudia, Valter, Valerio, Franco, Enrico, ecc…) cerchiamo di proporre un momento di conoscenza di uno spicchio di mondo che sta sotto ai nostri piedi.

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Un caro amico vede le grotte come “le radici del cielo”, spazi, dove l’azzurro riesce ad aggrapparsi alla terra… Ognuno, poi, interpreta questi vuoti sotterranei a suo modo. Spesso la grotta ci mostra i nostri limiti, amplifica le nostre paure ma nello stesso tempo ci aiuta a superarle e alla fine stiamo meglio con noi stessi e con l’ambiente che ci circonda. Veniamo ora all’appuntamento dell’11 e 12 luglio, che dire, a mio parere molto coinvolgente e alla fine i risultati si sono visti… Lascio ora a Nicoletta e compagni la descrizione in prima persona di quello che hanno vissuto:

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< Carissimi, non avevo mai esplorato una grotta e l’esperienza "Trou du Diable" per me è stata inaspettata e piacevole. La gita è nata come “pernottamento al Rifugio degli Angeli“. Non eravamo a conoscenza dell’esistenza di una grotta carsica proprio in quel posto. Io e le mie amiche, colte da spirito d’avventura, abbiamo aderito all’iniziativa di Ettore e amici che la sera, nel rifugio, hanno esposto. All’inizio eravamo titubanti, in quanto, non avendo mai fatto nessun tipo di esperienza del genere, un po’ di timore c’era, soprattutto riguardante il discorso “claustrofobia”, “paura del buio” e “paura a perdere il controllo della situazione”. Invece devo dire che una volta entrati nella “bocca”, tutto è cambiato. Io personalmente ho avuto una sensazione di pace e rilassamento. Man mano che ci inoltravamo all’interno, invece, ha prevalso la curiosità. La consapevolezza di essere in un posto plasmato dall’acqua in migliaia di anni (anche all’esterno è così, ma chiusa all’interno la sensazione per me è stata differente). E poi il buio. Ecco la cosa veramente incredibile. Quando abbiamo spento le luci, il buio totale che è “esploso” è stata anche quella una sensazione mai provata. Perché un minimo d’inquinamento luminoso, nel mondo esterno, c’è sempre, anche nelle peggiori notti senza stelle e senza luna. Invece lì c’è il buio, l’assoluto e devo dire che ho immediatamente pensato ai non vedenti, alla loro terribile sensazione perenne e altrettanto immediatamente ho pensato a quanto siamo fortunati noi normovedenti e di quanta poca consapevolezza abbiamo! Quando poi mi hanno invitato a esplorare un cavedio molto piccolo, all’interno del quale sono dovuta strisciare per passare, beh, un po’ di orgoglio l’ho avuto. E devo dire che ogni tanto anche questo fa bene all’umore e all’autostima! Quindi ovviamente consiglio a tutti questa breve ma intensa emozione! E ringrazio Ettore e amici che mi hanno dato l’opportunità di farla. Un saluto a tutti. >  

 Nicoletta & C.

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A tutti noi, che cerchiamo di far conoscere e di diffondere la nostra passione, le parole di Nicoletta & C. non possono che farci piacere e servirci da sprone per continuare nel nostro    progetto.

Ettore