La natura è strana: chi ha studiato un minimo di geologia sa che, condizione indispensabile per la formazione di una grotta carsica, è, lo dice anche il nome, la presenza di un terreno carsico. La Valle d'Aosta, non è certo famosa per le rocce carsiche (principalmente calcari e marmi), è, anzi, famosa per la presenza massiccia di rocce quali il granito, lo gneiss, ecc...

Ma, come dicevo poc'anzi, la natura è strana e, quando ci mette lo zampino, è capace di creare delle meraviglie dove meno ti aspetti di trovarle! In Valgrisenche, difatti, poco sotto il Rifugio degli Angeli, nel bel mezzo di una zona prevalentemente granitica, incastonata nel bel mezzo del nero gneiss, una bella vena di marmo bianco fa capolino!

 

- In una giornata con un po' di tempo libero, mi trovo a passeggiare, tra tratturi di capre, nel vallone che, partendo dai Laghi del Moriond, scende verso valle... mi incuriosisce quella vena bianca e mi avvicino... Giunto sull'ultima cengia, mi accorgo che, dove finisce il marmo, esce un rigagnolo d'acqua; guardo bene: "un ingresso!!!".

Corro subito a controllare di non aver avuto un miraggio e mi accorgo che è tutto vero: un'apertura, in cui si può stare comodamente in piedi! Mi addentro per qualche metro, ma la luce inizia a mancare e sono costretto ad uscire per non ficcarmi in qualche guaio!!!

Mi tocca abbandonare l'esplorazione della grotta per mancanza di tempo, sperando che la gestione del rifugio, mi dia qualche giornata di tregua, per poterla rivisitare!

Nel frattempo, ci informiamo e scopriamo che la grotta è già stata catastata e rilevata: "Trou du diable" (l'antro del diavolo) ed è conosciuta sin dal 1868! 

Passa il tempo... L'occasione buona la trovo quando Ettore (un gestore del rifugio, anch'esso appassionato di speleologia), sale per la sua settimana di gestione così, salgo anch'io ad aiutarlo e, approfittando di qualche giorno di brutto tempo e di pochi clienti da accudire, andiamo in esplorazione!

 

Ecco l'ingresso! Ci si prepara... Cosa ci aspetterà oltre?

Ingresso-Trou-du-Diable

All'inizio, la galleria è alta...

Interno-grotta 

...ma ben presto, ci troviamo a strisciare, cercando qualche passaggio!

Condotta-1

Fino a giungere in questi magnifici cunicoli, scavati dalla potenza dell'acqua che, milioni di anni fa, scorreva impetuosa, nel ventre del Rutor

Condotta-2

Infine, da una finestra, proprio in parete, uno sguardo al Rifugio degli Angeli... proprio un "nido d'aquila"!

Rifugio-visto-dalla-grotta

 

La grotta è raggiungibile, dal Rifugio degli Angeli, in c.a. 20 minuti a piedi, ed è visitabile senza particolari attrezzature, si raccomanda, però, l'uso del casco, dei guanti e della pila frontale!

Per raggiungerla è necessario addentrarsi per cenge e tratti non battuti, si rende necessaria, quindi, una certa dimestichezza a camminare fuori dai sentieri tracciati!

Durante la stagione estiva vengono organizzate giornate speleologiche, con uscite alla grotta! Seguiteci sul sito per scoprire le date e le modalità di partecipazione!

 

<<Qui, di seguito, un estratto della relazione del GSBi del 10/07/1995>>

Un po' di storia:

La grotta viene citata da A. Gorret (Lettre à M. R. H. Budden, excursion sur le glacier de Rhutor le 21 jouillet 1868) in un Bollettino C.A.I. del lontano 1869 (Capello, 1955), con gli inevitabili riferimenti a storie di diavoli ed eremiti ed a leggende di tesori.

F. Sacco la comprende in una lunga rassegna di "Caverne delle Alpi Piemontesi" (1928), chiamandola anche Borna du Croquet. Infine C. F. Capello, che non ebbe occasione di visitarla, riporta una breve descrizione (lunghezza: 40 m circa) e la ritiene in probabile comunicazione col piccolo lago sovrastante.

La Grotta:

Il ramo principale si trova in corrispondenza del contatto con il basamento impermeabile ed è percorso da un modesto corso d'acqua. Dopo circa 20 metri si incontra una biforcazione che porta ad un breve ramo (10 m); quest'ultimo comunica con una piccola sala, dove si aprono i due ingressi in parete della cavità, tramite due vie, entrambe caratterizzate inizialmente da un basso e stretto passaggio: il primo permette di accedere a regolarissime condotte forzate di circa 60 cm. di diametro, scolpite fittamente da bellissimi scallops; il secondo porta a uno stretto meandro. La presenza e la posizione delle condotte sotto pressione testimoniano l'esistenza di un sistema carsico più complesso, di cui si osservano i resti a valle della grotta, purtroppo cancellato dall'azione dei ghiacciai.

Scheda catastale:

Provincia: AO n° catasto:2002 AO F°IGM: 41 Quadrante: IV Tavoletta: N.O.

Nome: TROU DU DIABLE

Comune: VALGRISENCHE Monte: TESTA DEL RUTOR (cresta O);

Valle: VALGRISENCHE

Posizione:. CTR: 4654r – 346836 – 5054470 European 50.

Quota: 2720 circa; Lunghezza:120 m; Dislivello: +9 m.

 

 

Il rilievo:

Rilievo-Trou-du-diable

 

 

Un ringraziamento particolare a Ettore (autore delle foto) e agli amici del Gruppo Speleo Biella per l'aiuto nella raccolta dei dati e nell'esplorazione della cavità!